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siena289_46 |
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toscana: siena, palazzo chigi-saracini, sede dell'accademia chigiana, musica
Alla metà del XII secolo la nobile famiglia dei Marescotti eresse la torre che ancora si erge a una delle estremità dell'edificio; il loro emblema, l'aquila ad ali spiegate, ancora sovrasta le trifore della facciata.
Nel 1506 il Palazzo fu acquistato da una delle famiglie più importanti di Siena, i Piccolomini Mandòli che lo modificarono in maniera consistente sia nella struttura che nella decorazione, conferendogli l'aspetto rinascimentale che ancora oggi conserva in alcune parti (cortile, loggia del primo piano).
Nel 1770 il Palazzo venne in proprietà di Marcantonio Saracini (e del fratello Bernardino) che ne cominciò un'importante ristrutturazione portata a termine entro il 1824 dal figlio Galgano. La facciata, pur mantenendo lo stesso stile gotico originario, fu ampliata vistosamente piegandosi lungo la curva della strada; l'interno fu ammodernato, anche se parzialmente, da Agostino Fantastici che disegnò anche il mobilio di una sontuosa camera da letto. Proprio in questo periodo il Palazzo si arricchì della sua imponente collezione di opere d'arte.
Nel 1877 la famiglia Saracini si estinse e i Chigi, un'altra fra le più importanti famiglie senesi, ereditarono il Palazzo oltre a tutte le sostanze e al cognome dei Saracini. Fabio, il primo dei nuovi proprietari, nel 1907 morì in un incidente di caccia e lasciò erede universale il nipote Guido.
Quest'ultimo, il Conte Guido Chigi Saracini, incaricò l'architetto Arturo Viligiardi di restaurare l'edificio che fu sottoposto ad una grandiosa ristrutturazione esterna ed interna (spicca la Sala dei concerti in stile rococò) che ancora oggi lo caratterizza. Il Conte Guido fu l'ultimo proprietario del Palazzo che fu la sua residenza e che, alla sua morte nel 1965, passò in proprietà alla Fondazione Accademia Musicale Chigiana, da lui istituita e che ancora lo possiede. |
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