treia28

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nome file: treia28
descrizione: marche: treia, il duomo

L'antica Trea derivò il suo nome da quello della Trea-Jana, divinità di origine greco-sicula che qui era venerata. Fondata dai romani, forse nel 380 a. C., Trea sorgeva a circa due Chilometri dall'attuale centro, nella località oggi detta del S.S. Crocifisso. Dapprima colonia e poi, nel 109 a. C., Municipio, raggiunge ragguardevole estensione urbana e notevole importanza militare.

Situata su una diramazione della Via Flaminia, al decadere dell'Impero subì varie devastazioni ad opera degli eserciti barbarici che percorrevano la penisola in direzione di Roma. Gli abitanti superstiti, per salvarsi dai ricorrenti incendi, rapine e saccheggi, si rifugiarono su tre piccoli colli che sorgevano non lontano dalla città romana; a questa, ormai quasi deserta, niente era valso passare già dal IX secolo sotto la giurisdizione del Pontefice romano. All'inizio del X secolo, la popolazione dei tre colli era ormai così numerosa da costituire una vera propria città nuova cui fu dato il nome di Montecchio (da Monticulum o Monteclum, ossia "piccolo monte"). Pur rimanendo sotto il governo del Pontefice, Montecchio si diede ben presto ordinamento da Comune ed allargò tanto il proprio insediamento da comprendere nel suo perimetro i tre castelli sorti inizialmente sui tre picchi: il castello dell' Onglavina, quello dell'Ecle e quello del Cassero. Ad ulteriore fortificazione furono costruite, all'incirca in questa epoca, le attuali mura e le rocche e furono annessi i castelli di San Lorenzo e Pitino, situati l'uno a ridosso della vicina montagna e l'altro a difesa della vallata del potenza, verso San Severino Marche. Durante le lotte tra Papato e Impero, la città fu cinta d'assedio nel 1239 dalle truppe di Enzo, figlio naturale di Federico II e, nel 1263 da quelle di Corrado d'Antiochia. Montecchio resistette valorosamente all'assedio di re Enzo e riuscì addirittura a far prigioniero Corrado dopo aspro scontro svoltandosi nella zona antistante la porta di Vallesacco.

Centro dell'abitato è piazza della Repubblica, chiusa da un'alta balaustra disegnata da Andrea Vici, dalla quale la vista si perde in un'orizzonte vasto di campi coltivati e dolci colli.

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