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civitella_della_chiana02 |
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toscana: aretino: civitella della chiana
Civitella in Val di Chiana esisteva gią, come insediamento, in etą etrusco-romana, provata anche dai rinvenimenti di un'urna cineraria con iscrizione etrusca presso Viciomaggio o del cippo sepolcrale rinvenuto nella chiesa di San Pietro a Ciggiano.
Pił tardi, alcuni dei luoghi che erano stati insediamenti etrusco-romani, diventeranno forti longobardi, come Gaenne o, appunto, la rocca di Civitella, con le caratteristiche di sorgere su colli notevolmente rialzati e capaci di controllare vaste zone sotto di sč, in generale confluenze fra valli diverse; a partire da questo momento si assistč all'esteso fenomeno dell'incastellamento e, in Val di Chiana, al decadimento della via Cassia, con la nascita di percorsi pedecollinari che collegavano i nuovi piccoli nuclei pił facilmente difendibili.
Tra il IX e l'XI secolo l'intera area ebbe un periodo di fondamentale sviluppo, legato al diffondersi di pievi, monasteri, badie e ospedali, sorte lungo le antiche vie romane e le nuove strade medioevali. A partire da questo periodo si hanno sempre maggiori notizie del castello del "feudo di Civitella", che dopo il Mille passņ al vescovo di Arezzo. Il castello venne chiamato 'Civitella del Vescovo' per la sua appartenenza ai Vescovi di Arezzo, che l'avevano eletto a capoluogo del loro viscontado in Val d'Ambra |
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