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fermo33 |
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marche: fermano: fermo, cattedrale di santa maria assunta
La Cattedrale di Fermo è dedicata a S. Maria Assunta, patrona della città.
Si trova sulla punto più alto della città, sulla spianata, sistemata a giardini, chiamata Girfalco dal nome dell'antica rocca medioevale (Girone).
Il prospetto (facciata, campanile e parte del fianco meridionale, rivestiti in pietra d'Istria), e l'atrio, appartengono alla chiesa in stile romanico-gotico del XIII sec. e sono dichiarati monumento nazionale.
La restante fabbrica, in laterizio e in stile neoclassico, è del XVIII sec.
La cattedrale, per una sorta di perpetuatio, è stata edificata sullo stesso sito dove sorgevano edifici religiosi più antichi: nei sotterranei sono stati rinvenuti resti di una chiesa paleocristiana (V sec. d.C.), nonché tracce di un tempio pagano dell'epoca romana.
Risalenti ad un'epoca ancora precedente sono i resti di tombe appartenenti a civiltà preromane (picene e villanoviane) nonché preistoriche, recentemente rivenuti nel sottosuolo del Girfalco, a poche decine di metri di distanza dalla Cattedrale, a dimostrazione che la sommità del colle Sàbulo era un luogo religioso sin dai tempi più remoti.
E' difficile stabilire con esattezza la data della fondazione di Fermo, ma è certa la sua origine preromana, dimostrata dal ritrovamento di tombe appartenenti a necropoli Picene e Villanoviane risalenti al IX sec. a. C., e da un passo dello storico latino Velleio Patercolo che scrive dell'occupazione di Fermo da parte dei Romani all'inizio della prima guerra punica (264 a.C.). Quindi Fermo esisteva prima del 264.
Nel IX secolo avanti Cristo gruppi di Sabini, popolazione italica preromana, dal Lazio migrò verso la nostra regione stabilendosi nell'area centro-meridionale.
La leggenda narra che durante la migrazione fossero guidati da un Picchio, da cui deriverebbe il nome "Piceni" (o Picenti).
Più recente e maggiormente credibile l'ipotesi che il nome Piceni derivi da picea (ambra), che era abbondante in questa zona (ritrovata in tutte le tombe picene), oppure da picem (pece) ampiamente utilizzata dai piceni per la costruzione ed impermeabilizazione delle loro tombe (e quindi presumibilmente anche le abitazioni).
Dall'uso della pece e/o dell'ambra, i Romani dovevano aver attribuito a questi Sabini il soprannome di Piceni, o Picenti Alcuni di questi Sabini si stabilirono sul colle chiamato Sàbulo (in latino sabulus = sabbia, essendo di formazione sabbiosa, tufacea) dando origine a Fermo.
Occupata dai Romani nel 264 all'inizio della prima guerra punica, sotto il loro dominio Firmum Picenum divenne una colonia importante, mentre nel 90 a.C. passò al rango di Municipium; così i fermani ottennero piena cittadinanza romana. |
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