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© carlo valentini 2009
Castello di Santa Severa (VT)
FIORI DI MAREMMA
La zona circostante il castello risulta frequentata a partire almeno dal IV millennio a.C., come documentano i ritrovamenti avvenuti nel corso degli scavi a cura della Sovrintendenza Archeologica nel 1956. Già nell’età del bronzo un piccolo insediamento era situato a sud del castello in prossimità del mare, a breve distanza da una sorgente perenne di acqua dolce, probabilmente punto di riferimento per i naviganti dell’epoca. Recenti esplorazioni subacquee condotte nello specchio d’acqua antistante il castello hanno rilevato a circa 4 m di profondità, la presenza di un paleoalveo fluviale e i resti di strutture scavate nel banco roccioso naturale, riferibili ad insediamenti risalenti forse agli inizi del II millennio a.C.
La probabile continuità di vita nel luogo dell’antica colonia romana in epoca alto-medievale (VII-IX sec. d.C.) condusse alla formazione del Castellum Sanctae Saverae, noto in documenti dell’XI secolo come proprietà dell’ Abbazia di Farfa (1068).
Intorno alla torre cilindrica, oggi detta Torre Saracena, posta a controllo del porto e del litorale nel XII secolo, si sviluppa il castello e il relativo borgo (Civitas Sanctae Severae).
Per tutto il medioevo e gran parte dell’epoca moderna sopravvive l’approdo di Santa Severa, ridotto al porto-canale antistante il castello, con funzioni anche doganali in relazione, ad esempio al transito del minerale ferroso proveniente dall’isola d’Elba.
Nel XIII secolo ai Farfensi successero i monaci cassinesi di San Paolo (1203), la famiglia dei Tiniosi, quindi i monaci Eremiti Agostiniani (1290). Nel XIV secolo il castello risulta feudo della potente famiglia dei Venturini. In epoca rinascimentale il borgo di Santa Severa costituisce di fatto un’unicità economico-produttiva autosufficiente con attività marittime, agricole e zootecniche molto sviluppate: una grande azienda direttamente controllata dalla chiesa di Roma.
Tre successivi ampliamenti della cerchia muraria, nel XIV, XVI e XVIII secolo, testimoniano le varie fasi di crescita dell’insediamento che comunque arrivò ad occupare soltanto un quarto dell’area urbana della città romana di Pyrgi.
Attraverso complesse vicende e passaggi di proprietà del castello, a partire almeno dal 1482, ha fatto parte dei possedimenti dell’Ospedale del Santo Spirito fino al 1980.
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